Brilliant Minds offre uno dei migliori episodi della sua storia con “The Boy Who Feels Everything”, una potente analisi del dolore e dell’accettazione.
Nel mio riassunto di quelpotente episodio di Eric Dane, ho detto che a volte Brilliant Minds
decide di lanciare un’ora di tortura emotiva dal nulla. “The Boy Who Feels Everything” porta questo concetto all’estremo. Non è solo il miglior episodio della seconda stagione, ma anche uno dei migliori che la serie abbia mai prodotto, un’analisi terribilmente commovente del dolore e dell’accettazione che rende Van un protagonista, tra tutti. L’episodio 11 è a metà stagione e non so quanto potrò sopportare ancora. E stiamo perdendo due personaggi principali? Sembra proprio di sì, ma ci arriveremo tra un attimo. Proprio come l’episodio decide di lasciare la maggior parte
degli eventi del finale autunnale,
se non sono determinato a concentrarmi interamente sulle conseguenze dell’incidente di Michelle, tanto vale iniziare da lì.
È Katie a intervenire sull’incidente (e ho visto brevemente il capo dei pompieri di inizio stagione?). Riescono a tirarla fuori dalle macerie e a stabilizzarla abbastanza a lungo da portarla al pronto soccorso, dove Ericka e Jacob la riconoscono e danno l’allarme. Wolf si precipita fuori dall’appartamento segreto del padre (sembra che Porter gli abbia dato un indirizzo legittimo), e Van e Dana tornano di corsa dal gala. Tutti sono impegnati mentre Michelle viene operata, a quanto pare senza problemi.
Ma “a quanto pare” sta sollevando un sacco di pesi lì. Le scansioni di Michelle indicano che l’incidente le ha polverizzato il cervello. Le sue ferite sono irrecuperabili. Van, negando, insiste che Wolf possa salvarla, dato che è quello che fa Wolf. Ma Wolf è ancora ferito dalle rivelazioni su Porter ed è più cauto del solito nel dare false speranze. Cerca di deludere dolcemente Van, di aiutarlo ad accettare la scomparsa di Michelle, ma Van non ci sta. Vuole persino essere presente all’esame per la morte cerebrale. Wolf è qui indeciso tra permettere a Van di giungere da solo all’ovvia conclusione e insistere sulla questione. Van ritarda deliberatamente l’ultimo test dell’esame, che consiste nello spegnere il ventilatore di Michelle e vedere se respira da sola, dandogli il tempo di pedinare l’ospedale, rimproverare Porter per la sua caratteristica insensibilità e poi escogitare un piano folle per caricare il corpo di Michelle sull’ambulanza rubata di Katie e trasportarlo nel New Jersey, dove esiste un’esenzione religiosa per la morte cerebrale.
Van coinvolge tutti gli altri specializzandi in questo, che accettano con riluttanza di sostenerlo, pur sapendo che l’inevitabile sta per arrivare. Questo dà a Ericka e Jacob l’opportunità di parlare dell’imminente ritorno di Jacob in Texas per perseguire il lavoro dei suoi sogni, ovvero fornire assistenza neurologica agli atleti. Il tempismo avrebbe potuto essere migliore, dato che lui ed Ericka avevano appena riacceso la loro relazione sentimentale, ma lei appoggia la sua decisione. La questione degli atleti si collega alla trama secondaria di Brilliant Minds
L’episodio 11 della seconda stagione è incentrato sull’autista dell’auto che ha investito Michelle. Il suo nome è Nick, un giovane giocatore di hockey che mostra i curiosi sintomi dell’incontinenza emotiva: quando è triste, ride; quando trova qualcosa di divertente, piange, e così via. Il suo soprannome nella squadra di hockey è Joker e, prevedibilmente, sono le commozioni cerebrali non curate durante le partite a causare la sua condizione. Questo porta a uno o due momenti imbarazzanti, come quando Van lo vede nel corridoio e scoppia a ridere, ma ha una buona risoluzione, che allerta anche Wolf e Carol dell’ambulanza rubata. A quanto pare, Van fa invertire la rotta dell’ambulanza da solo, ma dobbiamo fare una deviazione crudele per arrivarci. Improvvisamente, Michelle si sveglia. Torna di corsa al Bronx General e poi la sua vita sembra andare avanti velocemente, mentre lei e Van si sposano. Ma mentre si scambiano i voti, le sue mani si indeboliscono, il suo sorriso svanisce e Van viene catapultato di nuovo nella realtà. Michelle non tornerà.
Van stesso esegue il resto dell’esame per la morte cerebrale e dichiara Michelle morta. Guida la marcia d’onore dei donatori di organi, abbraccia la madre di Michelle e conforta suo figlio. È incredibilmente emozionante; in effetti, così tanto che Van decide di prendersi un congedo a tempo indeterminato. Lui e Jacob
