Riassunto dell’episodio 3 della stagione 4 di ‘The Witcher’: Halfway Around

por Juan Campos
Resumen del episodio 3 de la temporada 4 de 'The Witcher': A medio mundo de distancia

Gli eventi della stagione 4 di The Witcher

sembrano frustrantemente isolati nell’episodio 3, che presenta alcuni momenti divertenti ma fatica a mantenere la coerenza. Nella mia recensione della stagione 4 diThe Witcher, mi sono lamentato dell’intera vicenda. Sembrando un po’ stranamente isolati e disconnessi, le sue trame principali scorrono parallele ma con pochissimi crossover. Credo che questo si possa percepire più fortemente qui nell’episodio 3, “Prova per Ordalia”, che manca di un po’ dell’azionerassicurante e divertente della première

e persino del reclutamento leggermente sovversivo

di Regis nel secondo episodio.

Qui siamo decisamente in territorio di missioni secondarie, su tutti i fronti. Diviso in tre filoni distinti, “Prova per Ordalia” beneficia almeno dell’introduzione all’ultimo minuto di un cattivo letterario molto amato dai fan, che si spera aggiunga un po’ di pericolo alla parte narrativa di Ciri, che, sorprendentemente, si sta comunque rivelando la parte più coinvolgente. Geralt continua a procedere nella direzione sbagliata e continua a fermarsi per immischiarsi nella politica locale, mentre Yen ha l’idea giusta, ma ha creato un’atmosfera di isolamento a Montecalvo che separa i maghi della serie (la maggior parte di loro, comunque) dai circoli politici più astuti, dove tendono a operare un po’ meglio. In realtà, potremmo anche iniziare con Yen. Qui fa visita a Francesca, che… non sta affrontando bene le esperienze della stagione precedente. È riluttante a farsi coinvolgere nella lotta di Yen contro Vilgefortz, o a qualsiasi altra cosa che non sia crogiolarsi nel suo dolore e cercare di fingere che la realtà non esista, ma Yen è arrivato al punto in cui non se la sente di negoziare e invece trasforma Francesca – la Regina degli Elfi! – in una statuetta di giada e se la infila nel taschino.

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Tornata a Montecalvo, Francesca diventa una delle tante nuove arrivate, tra cui una strega dall’aspetto molto tradizionale di nome Assire (stiamo parlando di cappelli a punta e manici di scopa) e una nana barbuta di nome Ximer. Ma i maghi sono ancora praticamente fermi, poiché Vilgefortz è rintanato nella sua fortezza nascosta ed è completamente invulnerabile a tutti loro. Tranne uno. Lo sviluppo più interessante qui in “Prova per Ordalia” è che la defezione di Fringilla dalla parte di Vilgefortz si rivela essere uno stratagemma. In realtà, sta giocando il ruolo di una doppia agente, influenzando il meccanismo che lui ha progettato per prosciugare i maghi del suo Caos al fine di controllare i portali. Tramite lei, Yen apprende che sarà necessario attirare Vilgefortz a Montecalvo affinché i maghi possano condurlo lì. Ma nessuno crede che questa sia davvero una missione di vendetta. Riguarda Ciri, e tutti lo sanno, quindi Yen deve giustificarlo, ed è qui che entra in gioco Francesca. In un breve inciso, racconta agli altri maghi – chi pensereste che conosca già questa storia? – una breve introduzione alla Congiunzione delle Sfere e a Lara Dorren, la figura chiave della mitologia elfica, da cui Ciri è una discendente diretta.

Altrove in The Witcher

Stagione 4, Episodio 3: Geralt non riesce ancora a smettere di immischiarsi negli affari degli altri. A dire il vero, sta cercando di riunire i rifugiati che viaggiano con Zoltan alle loro famiglie, il che è un obiettivo nobile, ma solleva anche la possibilità che trascorrerà l’intera stagione svolgendo missioni secondarie durante il viaggio verso Nilfgaard, il che è preoccupante dato che Ciri non è ancora arrivata. A questo proposito, Emhyr affronta Vilgefortz riguardo all’inganno con Teryn che ha scoperto nell’episodio precedente, ma il suo capo spia, Skellen, gli consiglia di sposare comunque l’impostore come parte di un’astuta manovra politica. Emhyr è d’accordo, anche se è preoccupato perché desidera davvero avere un figlio da sua figlia.

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Comunque, sto divagando un po’. Geralt segue la giovane ragazza, Beata, in un villaggio con una fossa comune all’esterno, il che raramente è un buon segno. E si scopre che, in effetti, si sta tramando qualcosa di brutto. La sorella di Beata, Talver, viene bruciata sul rogo per essere una strega, che in questo universo, come nella vita reale, è solo una violenta forma di misoginia a cui è praticamente impossibile sfuggire una volta accusati. Geralt sfida il sacerdote a produrre prove a sostegno dell’accusa; diventa subito evidente che non ce ne sono, e il sacerdote tenta comunque di nuovo di bruciare Talver e Beata. Geralt risponde offrendo al sacerdote una prova per duello, ma lui risponde con la Prova per Ordalia del titolo. Se qualcuno riesce a raccogliere un ferro di cavallo in fiamme lì vicino senza subire danni – un’impresa che dovrebbe essere impossibile – allora Geralt e i suoi amici possono essere liberati. Regis ci riesce in modo piuttosto inspiegabile, quindi il sacerdote inizia comunque. Non si può vincere con questa gente. Non c’è pietà per l’arrivo dei soldati nilfgaardiani. Interrompono la lotta per le streghe, ma poi iniziano a uccidere indiscriminatamente, inclusa, purtroppo, Beata. È una svolta sorprendentemente brutale da cui probabilmente l’episodio trae beneficio, e distrae Geralt abbastanza a lungo da permettere ai nilfgaardiani di metterlo KO. Ciri, addormentata nel letto con Mistle dopo una dura giornata trascorsa a rubare ai ricchi e a cercare di proteggere la sua vera identità, lo percepisce in sogno, proprio come abbiamo visto Geralt percepire quando si è trovata nei guai in questa stagione.

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