È l’unico episodio del primo, ma è subito evidente che Homework è un’ottima serie, con personaggi davvero spiritosi e una premessa avvincente del gatto e del topo.
Con alcune serie TV, si capisce che sono buone. Non intendo “decenti”; intendo buone, prestigiose e utili per il bene comune. Homework sembra proprio una di queste, il che forse non sorprende, visto che Mare of Easttown era anche una di queste, e Brad Ingelsby è responsabile di entrambe. Dopo il primo episodio, “Crossings”, sono completamente preso, completamente incerto su chi tifare e desideroso di saperne di più. Ed è chiaro che c’è molto altro da scoprire, dato che si tratta di personaggi con una profondità evidente e traumi persistenti, motivo per cui il cast deve essere così bravo a dar loro vita. Al vertice della lista c’è Mark Ruffalo, che interpreta Tom Brandis, un agente dell’FBI il cui figlio è in prigione in attesa di condanna per un crimine sconosciuto, la cui figlia se ne sta giustamente a oziare e a volte si ubriaca fino a perdere la testa, la cui moglie è morta e la cui precedente carriera di sacerdote è stata sostituita dal lavoro di agente dell’FBI alle fiere locali. Brandis era un agente sul campo, ma da allora si è ritirato parzialmente dal lavoro di polizia a causa di passati problemi personali.
Ma Brandis non è il personaggio principale, almeno non secondo me. Questo onore spetta a Robbie Pendergrast, interpretato da Tom Pelphrey, un pezzo di merda che, di notte, lavora come intruso in casa. Ma le persone che deruba sono spacciatori locali, la maggior parte dei quali affiliati a gang, quindi non si può definire un cattivo. Anzi, sembra più un bravo ragazzo di Brandis. Anche lui è sconvolto da circostanze personali traumatiche, tra cui la morte del fratello Billy, assassinato in circostanze ancora sconosciute, e l’assenza della moglie, che ha lasciato la famiglia quasi un anno fa. Robbie vive con i suoi figli e la figlia di Billy, Maeve, che deve farsi avanti e interpretare la madre appena cresciuta.
Capisci subito, quindi, perché Robbie sia così interessato a migliorare la sua situazione. La sua serie di crimini lo mette nel mirino di Brandis, poiché le bande che deruba sono in cerca di vendetta, che potrebbe rapidamente degenerare in una guerra per il territorio. Una banda in particolare, un club di motociclisti chiamato Dark Hearts, sembra essere particolarmente colpita. C’è la possibilità che le loro imprese siano collegate alla morte di Billy, ma al momento non è confermato.
A Brandis viene assegnata una squadra per affrontare Robbie e la sua piccola banda. Tra loro ci sono un cecchino della criminalità organizzata di nome Anthony Grasso, una detective di nome Aleah Clinton e una svampita agente di polizia di nome Elizabeth Stover, che sembra stia attraversando una difficile rottura sentimentale e non riesce a gestire le sue email. Sospetto che tutte queste persone abbiano dei lati oscuri che verranno svelati man mano che andiamo avanti, ma Stover in particolare sembra pronta per un’indagine approfondita, dato che è un po’ improbabile che sia così stupida come sembra. Ad esempio, quando la squadra viene chiamata dalla loro fatiscente base operativa sulla scena dell’ultima rapina, mentre tutti si chiedono dove sia, lei è già uscita e ha scoperto informazioni importanti studiando i vicini. È più intelligente di quanto sembri, questo è certo.
Per quanto riguarda “l’ultima rapina”, è il punto in cui
Task Episodio 1 va storto per Robbie. Quale dovrebbe essere il suo punteggio più alto, e quale dovrebbe essere il punteggio più alto di Cliff, si rivela disastroso? Gli occupanti reagiscono, i soldi spariscono, il suo giovane complice viene ucciso da un motociclista di ritorno e, dopo aver ucciso tutti i presenti, Robbie scopre un bambino addormentato in cantina. Robbie non è il tipo da uccidere un bambino, ma questo significa riportarlo a casa di suo fratello, il che aumenta la confusione e gli obblighi di Maeve. Aumenta anche la posta in gioco, passando da rapina a omicidio e rapimento. Niente di tutto ciò è nuovo nel genere. Ma è
estremamente Ben fatto. Le scene dell’invasione domestica sono girate per la massima tensione, con tanto di Robbie e Cliff che indossano inquietanti maschere di Halloween per conferire al tutto un’estetica quasi horror, ma la caratterizzazione è estremamente forte e tutti, da entrambe le parti, sembrano immediatamente completamente imperfetti e tridimensionali. Sospetto che ci sia molto di più da scoprire in questa serie di quanto la première lasci intendere, e io per primo non vedo l’ora di scoprirne di più. Spero solo che Robbie riesca a sfuggire al destino assolutamente miserabile in cui immagino si trovi. E spero che Brandis riduca un po’ il consumo di alcol. Il birdwatching fa molto meglio al fegato.
